

La Driade dagli occhi d'Argento
Lasciate che Ella vi ispiri canti e struggimenti e quindi date voce umana a ciò che Ella vi ha trasmesso, in modo che chi vorrà e ne sarà degno possa ascoltarla per mezzo delle vostre parole.
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...e che c'è di male cambiare,
E' stato illuminato da PhoenixMoon alle 20:18 commenti
E' stato illuminato da PhoenixMoon alle 21:07 commenti Your fairy is called Feather Iceweb
She is a bone chilling bringer of justice for the vulnerable.
She lives in high places where the clouds meet the earth.
She is only seen in the mist of an early morning.
She wears pale blue like the sky. She has icy blue butterfly wings.
http://www.emmadavies.net/fairy/ E' stato illuminato da PhoenixMoon alle 19:25 commenti (1) dolce melodia, giocando con la mente Desiderava così tanto avere una compagna di viaggio
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E' stato illuminato da PhoenixMoon
E' stato illuminato da PhoenixMoon alle 20:00 commenti L'unicorno è, senza dubbio, il più glorioso di tutte le creature mitiche che si trovano nei libri. Fu uno dei primi a far sorgere dicerie sul proprio conto, e uno degli ultimi a scomparire. Vi sono molte ragioni per le quali l'unicorno si acquistò tale reputazione e riuscì a mantenerla per quasi venti secoli. Se ne parlò per la prima volta in un paese che, già di per sé, è il paese delle meraviglie: l'India. Non v'era nulla di simile sulla terra; non era semplicemente qualche cosa di gigantesco, come il roc (un uccello immenso) o il drago. Era, per ogni aspetto, "diverso" Si diceva che fosse raro perfino nella sua terra d'origine. Il suo corno, chiamato "alicorno", era un antidoto infallibile contro qualunque veleno preparato da qualunque assassino. Questo corno acquistò perciò un sapore "magico", e divenne incredibilmente costoso. Queste caratteristiche non erano ancora state attribuite all'unicorno quando Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) lo incluse nella sua "Naturalis historia" come animale realmente esistente. Ed è comprensibile, perché egli lo considerò con la stessa serietà con cui considerava gli animali dell'Estremo Oriente e dell'India. E' stato illuminato da PhoenixMoon alle 17:15 commenti L’ etimologia della parola Gnomo deriva probabilmente dalla parola latina gnomus . Seconde le antiche saghe nordiche essi sarebbero stati originati dalla decomposizione del corpo del gigante Ymir . Gli Gnomi sono creature che si distinguono nettamente dagli Elfi ; si tratta di essere di statura minuscola e dall’ aspetto di vecchi barbuti , che abitano nei boschi e nelle grotte dove custodiscono grandi tesori . Gli Gnomi hanno conoscenza del futuro e dei poteri delle erbe , dei minerali e del regno sotterraneo . Secondo la tradizione esisterebbe un opera scritta in Arabo , su pergamena , intitolata Il Libro Rosso . In questo libro , gli Gnomi sono descritti come esseri piccolissimi destinati a suscitare nell’ animo umano , sensazioni quali : piacere , tristezza , amore , odio , gioia e noia . Questi esseri ci invadono dalla nascita e ci accompagnano nel corso della vita , sorvegliandoci nel momento del pericolo e consigliandoci nel sonno; ci lasciano soltanto quando siamo sul punto di morte . Benchè abbiano aspetto umano non discendono affatto dall’ uomo , ma appartengono ad un’ altra realtà che non è di questo mondo , una dimensione ultraterrena . Queste creature abitano nelle montagne , nelle caverne e nel sottosuolo ; sono abili forgiatori di metallo e ottimi guardiani di tesori Definiti anche come Spiriti Guardiani dei tesori, amici dell’umanità ecc. La loro principale missione è quella di vigilare sull’equilibrio dei talenti, e svolgono questo compito agendo come generatori di illusioni e di sentimenti; il loro nome venne coniato da Arbatel durante la stesura del suo Libro Rosso, un libro di Magia che divulgava i segreti per fabbricare artificialmente oro e pietre preziose. E' stato illuminato da PhoenixMoon alle 17:10 commenti |
La Driade dagli occhi d'Argento Immersa in una fitta e compatta coperta di foglie, piena di colori e sfumature delle stagioni passate, ammiro con entusiasmo quell’immenso albero che mi protegge e che mi parla attraverso l’istinto; proprio come me, una driade che mi piace avere gli occhi d’argento, un’altra creatura a poca distanza da me molto simile a una fata, si fa vedere e mi incuriosisce, la guardo e ammirata dalla sua bellezza e dalla sua purezza la seguo. Un canto, una dolce melodia proviene dalle sue labbra, incantata mi lascio trascinare e vedo la nebbia che mi avvolge dai piedi fino alla testa e dopo un attimo mi ritrovo sulla riva di un lago, mi lascio trascinare e vedo un paesaggio immenso pieno di canti, di misteri e di mele. Sono stata chiamata e scopro la Meraviglia di questo luogo: sono giunta a casa, finalmente l’ho ritrovata e mi unisco alle mie sorelle di cammino.
La Driade Le Driadi, uscendo dalle loro querce, si affrettavano verso il cantore, e perfino le belve accorrevano dalle loro tane al melodioso canto ...
Io cammino
Ciò che mi rende felice, mio marito, la mia casa, la libertà, il silenzio, le terra dove cammino, i pensieri stretti e personali, le mie sorelle di cammino, in quello che io credo di più di me stessa, coLei che ascolto ogni giorno, scrivere e pensare, disegnare e dipingere, leggere e studiare, ascoltare la musica celtica, le candele, gli incensi, le erbe e le spezie, gli oli, la natura, gli animali, la fotografia, il disordine, le fate e gli unicorni, il Piccolo Popolo, la Luna in tutti i suoi aspetti, le piante e qualsiasi cosa abbia un anima, la nebbia che mi avvolge d'inverno e i profumi del cambiamento; il luogo dove vorrei essere: la mia terra, l'Isola Sacra: Avalon!
Odio l'ipocrisia,
l'egoismo, il fumo, la droga, chi si rende superiore agli altri, la
musica alta, il caos, le bestemmie, la violenza, l'inquinamento, la
superficialità, l'indifferenza e chi maltratta gli animali.
L’arte
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Armonia e colori compongono ogni verso, e l'origine delle parole cantano una melodia tramite un soffio del vento. Sfoggia un filo argentato e rimembra antichi echi canori.
...:::Ynis Afallach Tuath:::... I loro racconti
Ithilel in Un pensierino e un a...
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